Quando il calcio diventa un miracolo di grazia e istinto – su Il GiornaleOFF

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Nonostante tutti gli diano dello scemo, lui è un genio. È un miracolo del calcio. È pura grazia e istinto quando infila il pallone in porta. È generoso. Malinconico. Combina cazzate una dietro l’altra: ruba, fa a botte, sfascia macchine.

È Christian Ferro, Il campione, protagonista del film di Leonardo D’Agostini nelle sale in questi giorni.
Così il presidente della sua squadra, la Roma, gli cerca un professore perché lo metta in riga e gli faccia prendere almeno la maturità, a colpi di un esame alla settimana.
Valerio (Stefano Accorsi) è un ex insegnante di liceo che va avanti a lezioni private e non ha a cuore praticamente più niente. Non ci crede nessuno che possa funzionare quella storia delle ripetizioni, nemmeno lui.
Invece tra loro verrà fuori ‘qualcosa di bello’, come dirà qualcuno, verso la fine del film, senza pensare a Steiner.  Continua a leggere

‘Neanche fosse la fine del mondo’ – L’incipit

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– Caro, accendi un attimo sul due –.

Con fare placido e disinteressato, caro, seduto sul divanetto con un panino alla mortadella a mezz’aria, una birretta vicino e in testa un principio di calvizie, sospira. Appoggia il panino, si sporca di briciole, le scuote, leva gli occhi, cazzo è lontano il telecomando. Niente da fare, bisogna. Si alza con sforzo, guadagna il telecomando, evviva, sprofonda di nuovo nel suo meritato riposo accompagnato dal rimbalzare delle ciabatte. Trova il due e si rilassa.

– …e al termine della conferenza, la relazione del professor Collter sullo stato della barriera corallina dell’Africa orientale ha messo in allarme sulle problematiche della biodiversità marina, biodiversità che pare essere eccezionalmente a rischio dopo i disastri ambientali degli ultimi mesi. Duecento specie sono quelle destinate all’estinzione, stando alle stime del professore. Dall’esame effettuato è inoltre emerso che ormai l’88% dei coralli è in stato di ‘sbiancamento’. Parallelamente, il centro studi Deepness prosegue le sue indagini sui fondali oceanici. Passiamo ora ai fatti di cultura. È morto ieri il celebre… –

– Ancora! – Continua a leggere

Questionario proustiano sulla scuola #29. Giubilei: “Più connessione lavoro-istruzione” – pubblicato su Barbadillo.it

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Francesco Giubilei è nato nel 1992 ma sembra appartenere a un altro tempo, quando ancora serietà, responsabilità, misura erano parole che si potevano accostare senza problemi anche ai giovanissimi. Appassionato di libri, è diventato editore a sedici anni, quando ha fatto uscire il primo testo dell’etichetta Historica Edizioni; a ventuno, consociandosi con l’imprenditore Giorgio Regnani, ha fondato la Giubilei Regnani. Poi è seguito il quotidiano digitale Cultora e le librerie Cultora a Roma e Milano, la presidenza della Fondazione Tatarella, dedicata al padre della destra democratica italiana, la collaborazione con Il Giornale e il Messaggero, e le lezioni di editoria e autoimprenditorialità. All’universo della destra Francesco ha dedicato diversi libri (Storia della cultura di destra. Dal dopoguerra al governo giallo-verdeI riferimenti culturali della lega di SalviniLeo Longanesi. Il borghese conservatoreStoria del pensiero conservatore). Crede nel valore di una buona istruzione e dell’impegno sociale e civile. Due anni fa ha fondato Nazione Futura, laboratorio d’idee che vuole rilanciare un dibattito politico-culturale per promuovere un’Italia migliore. 

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Neanche fosse la fine del mondo

29-neanche-fosse-la-fine-del-mondo-1Eccoli: Caro e Cara. Li ritroviamo nel salotto di casa loro. Caro è in ciabatte; lei, plausibilmente, lo stesso. Sono una coppia (cinquantenne?) che dell’amore conserva solo alcune foto in vecchi album, che il desiderio non sa (più?) cosa sia, che vive senza slancio, senza generosità, senza entusiasmo, senza motivo. Una coppia come tante.

Per fortuna in giro si dice che entro pochi mesi arriverà la fine del mondo…
È questa profezia, una delle fake news che le leggi del marketing impongono di mettere in circolazione, a ridare il ritmo a un’umanità che di umano non ha più niente. Un ritmo incalzante pazzo di paura, pazzo di tremenda sincerità. Un ‘liberi tutti’ dove le maschere improvvisamente cadono. Ed è la “trasvalutazione di tutti i valori” e la “genealogia della morale” insieme, è un grido assordante (Dioniso, Cristo, Munch, un pazzo, o uno sconosciuto calpestato in una sala-conferenze che potrebbe somigliare alle nostre discoteche?) e il pianto soffocato nel cuore di un moribondo. È oggi, ieri o domani, o tutto il tempo concentrato in quel grido? È dolore e basta? È ferocia e basta? È fantasia e basta?

Questo racconto sublime e inquietante è la danza di chi salta sopra le corna dell’umanità – e non è detto che non sia esso stesso un grido, scandito in capitoli, senza (consolazione) morale.

 

Titolo: Neanche fosse la fine del mondo
Autore: Silvia Valerio
Collana: Il Cavallo Alato, Edizioni di Ar 2019
88 pp
9 euro

Questionario proustiano sulla scuola #28. Donadon: “Riavvicinare istruzione e vita vera” – pubblicato su Barbadillo.it

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Riccardo Donadon è uno degli imprenditori più innovativi del panorama italiano contemporaneo. Classe ’67, affamato delle novità che porta il mondo di internet, negli anni ’90 contribuisce a creare il primo centro commerciale virtuale italiano (il Mall Italy Lab) e una delle società più importanti nell’ambito dei servizi internet (E-TREE), entrambi ceduti con successo (a Infostrada e al gruppo Etnoteam). Nel 2005, dà vita alla sua creatura più famosa, H-FARM: una fucina di servizi digitali d’eccellenza che è anche incubatore e facilitatore di nuove idee, un luogo immerso nel verde biondo della tenuta di Ca’ Tron, di fronte alla laguna di Venezia, dove chi ha un progetto che viene riconosciuto speciale può trovare assistenza, collaboratori ed essere seguito sul versante pratico-economico. H-FARM, in più, propone delle formule innovative di formazione pensate per i giovanissimi. Oltre a una messe di laboratori e corsi speciali volti a sviluppare le competenze creative, digitali e multimediali dei ragazzi, all’interno di H-FARM è nata H-International School: un percorso scolastico che copre gli anni dalla scuola materna fino alle superiori ed è pensato per spingere i bambini a sviluppare i propri talenti e crearsi le competenze più necessarie alle esigenze di oggi. Capacità di muoversi nel mondo, autonomia, iniziativa, creatività, serenità, nozioni digitali, insegnanti internazionali, rispetto della natura – sono le parole d’ordine della scuola, oggi presente in quattro sedi: a Roncade (TV), Rosà (VI), Vicenza e Monza.
Donadon è stato presidente fino al 2015 dell’associazione Italia Startup; dal 2013, fa parte dell’Advisory Board di Unicredit e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nel 2016, viene designato legale rappresentante del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in seno al Consiglio di amministrazione della Fondazione Università Ca’ Foscari, e, dal 2017, è anche socio dell’Ateneo Veneto.

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