Contro il logorio della vita moderna, i Tarantolati di Tricarico – pubblicato su IlGiornaleOFF

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Contro il veleno dell’apatia, un’iniezione di energia inesauribile. Dal 1975, i Tarantolati di Tricarico agitano l’Italia e il mondo con la potente bellezza della musica popolare lucana. Tamburelli, chitarre, cupa cupa e altri strumenti antichissimi. Voci che si rincorrono in un dionisismo crescente. Oltre ai fondatori, Rocco Paradiso, Franco Ferri, Marcello Semisa e Pino Molinari, oggi fanno parte del gruppo Enzo Granella, Gianluca Sanza, Giorgio Pavan, Pierluigi Delle Noci, Luca Fabrizio e Viviana Fatigante. I Tarantolati di Tricarico sono diventati celebri per la loro capacità di reinterpretare il repertorio musicale della tradizione facendone brani in grado di parlare anche e soprattutto ai più giovani. Hanno collaborato con artisti internazionali, si sono esibiti in stadi e teatri. Nelle prossime settimane, il loro tour li porterà per le maggiori città italiane e, tra una data e l’altra, apriranno anche due concerti del Jova Beach Party (il 7 agosto a Praia a Mare e il 13 a Policoro).

Ma da dove viene il loro nome? La leggenda vuole che ragni nascosti tra le spighe di grano pungessero le donne dei paesi trasmettendo depressione e dolore. L’unico rimedio, a quel punto, era la musica: ballando fino allo sfinimento al ritmo degli strumenti popolari, i malati, ‘tarantolati’, tornavano alla pienezza della vita.
A latere della loro infuocata esibizione presso il Castello Festival di Padova, abbiamo intervistato Franco Ferri, cofondatore e membro storico del gruppo.

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Myrna e il tocco della morte – pubblicato su IlGiornaleOFF

ojoy8ugqSe vi piace l’estate chiassosa e profumata di cocco e crema solare ma volete fare un esperimento straniante, sotto l’ombrellone portatevi l’ultimo libro di Deborah Allo e Sergio Algozzino: la graphic novel Myrna e il tocco della morte (Tunué, 2019, 160 pp. col., 17 euro). Se siete in montagna o al lago, è perfetto.

Lei si chiama Myrna, un nome che già sa di erba. Vive da quando ne ha memoria in un bosco fitto, tra radici, cespugli e zolle, con l’unica compagnia di suo padre. Ha bende che le fasciano le mani fino ai gomiti e non le toglie quasi mai. Perché se le toglie, succedono cose terribili o magiche. È molto bella.
Poi tutto cambierà. Continua a leggere

La storia disegnata dell’infuocata Frida Kahlo – pubblicato su IlGiornaleOFF

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Le figure di Rossato sono esili come rami e hanno occhi lunghi e fatati. Coperte di simboli, con i capelli intrecciati di rinascimenti e medioevi, hanno la grazia degli elfi, la lontananza delle streghe. Sono cesellate come templi: pennellate di ori e fiocchi d’argento. D’altronde, lui ha un destino d’arte nel nome: si chiama Michelangelo.
Di questo giovane artista della provincia di Venezia è uscito da poco l’ultimo libro, accompagnato dal testo della scrittrice Chiara Lossani: Frida Kahlo nella sua casa Azul (Edizioni Arka, 2019, 40 pp., 16 euro). Dopo le prime figure: l’ermetica, rossa Biancaneve e la liquida azzurro-verde Sirenetta, Rossato si concentra su una protagonista che, come il suo splendido Marco Polo, non viene dalle fiabe ma dagli intrecci della realtà, spesso i più incredibili. Continua a leggere

Sotto le stelle e nelle ville euganee – pubblicato su ilGiornaleOFF

eff-catajoMonselice, Este, Torreglia, Due Carrare, Montegrotto. Dove la terra si solleva in colline e si scioglie in fiumi e canali è nato Euganea Film Festival, per iniziativa di Euganea Movie Movement, con la presidenza di Marco Trevisan. Giunto ormai alla sua diciottesima edizione, è un festival cinematografico itinerante che vuole ricollegare le bellezze del territorio alla meraviglia del racconto per immagini, mescolare il movimento silenzioso, impercettibile del paesaggio a quello rapido del proiettore.

Fino al 30 giugno è possibile guardare film sotto le stelle e circondati da pareti di roccia, in chiostri, giardini, teatri, oppure tra gli affreschi e le colonne di alcune delle più belle ville euganee (Villa Pisani, Villa Draghi, Villa Duodo, Villa Vescovi, Barchessa di Vigna Contarena, La Mincana). Continua a leggere