“Calicanto”, musica multiforme della tradizione – pubblicato su IlGiornaleOFF

cali_5È il 1981 quando Roberto Tombesi, architetto, etnomusicologo, insegnante, polistrumentista e cantante, fonda insieme al fratello Giancarlo e ad altri musicisti il gruppo Calicanto. Il nome si rifà ai profumatissimi fiori gialli che sbocciano in inverno. E davvero sentire certe musiche fa sciogliere strati e strati di modernità polverosa e rifiorire.

Roberto e il suo gruppo amano gli strumenti. Conoscono le loro storie, le strade che li hanno portati attraverso l’Europa. Sanno come fare di un legno di castagno un flauto, e lo insegnano nelle scuole ai ragazzi che hanno la fortuna di incontrarli per un laboratorio. Si portano dietro percussioni fatte di unghie di maiale e di gusci di noci e nocciole. Continua a leggere

Dentro le mura di Cittadella cresce la pace – pubblicato su CulturaIdentità

aerea

Un corpo bello e perfetto per fare la guerra. Fatto di mattoni e ciottoli del Brenta, malta, calce e sabbia. Legno, ghiaia e pelli bagnate. Un corpo alto fino a 30 metri, e sinuoso. Capace di vedere lontano. È quello di Cittadella, perla della pianura veneta, nata all’incrocio tra la via Postumia e la Valsugana, quando Padova decise di dar vita a un giovane centro di potere, venticinque anni dopo la creazione di Castelfranco da parte di Treviso. I primi lavori cominciano d’estate, il 29 giugno del 1220. Si dice che a progettarla sia stato Benvenuto da Carturo, nobile padovano che in seguito prese il nome dalla nuova città. Continua a leggere

Lame, corde, teschi e sangue: Saturno Buttò – pubblicato su IlGiornaleOFF

unnamed-4-1

Intrecci di corpi nudi, muscoli che si tendono fino allo spasmo, ombre (tante) e luci (intime, basse, rossastre) insieme a lame, corde, teschi e sangue. Forme mitologiche che si amalgamano a suggestioni religiose, esoteriche o infernali. La bellezza dei quadri di Saturno Buttò è cruda e carnale come quella delle “sue” donne. Hanno la veridicità e il nitore della fotografia e il gusto barocco del dettaglio. Più ci si allontana dalla tela, più i personaggi prendono vita. Più ci si avvicina, più si scoprono particolari dall’accuratezza inquietante. Un eros che scende in profondità abissali, fino a perdersi nell’ombra e a camminare verso la morte. ‘La morte di Re Tsongor’, si chiama così la personale dell’artista veneto, inaugurata durante la XII edizione dell’Etnofilmfest e aperta fino al 16 giugno, a Villa Pisani di Monselice.

  Continua a leggere

“Break”, il corto sulla meraviglia di essere uomo – pubblicato su IlGiornaleOFF

piano

Si apre con un interno fabbrica Break l’ultimo cortometraggio del regista veneto Riccardo Pavone. Pali longitudinali e arrugginiti, circondati da vapore, sbuffi di fumo. Le scintille delle lame d’intaglio e il gocciolare dei liquidi nei tubi. I cigolii e gli scoppi metallici delle lavorazioni.
Ma dietro le finestre opache di una piccola stanza, dove uno strumento di lavoro si sta ricaricando le batterie, ci sono solo i movimenti spezzati di un giovane robot dagli occhi celesti. Lì c’è silenzio e musica. Una musica dalla bellezza religiosa.
Un cortometraggio quasi straziante sullo straordinario dono dell’arte e la sua grandezza, al di là del progresso. Un invito a non sprofondare, lasciando sullo sfondo il meglio del nostro essere umani. Perché, come diceva Gómez Dávila: ‘Soli cospirano efficacemente contro il mondo attuale coloro che diffondono in segreto l’ammirazione per la bellezza’.
Con la colonna sonora firmata da Andrea Peraro, Break ha richiesto tre anni per la sua realizzazione ed ha ricevuto diversi riconoscimenti – tra gli altri, è stato premiato all’‘Alternative Film Festival’ come ‘Best animation’ e al ‘291 Film Festival’. Il prossimo 23 giugno sarà al ‘Figari Film Festival’ di Olbia.

 

Clicca qui per leggere l’articolo su IlGiornaleOFF.

Questionario proustiano sulla scuola#32. Lo scrittore Pellai: “Cambiamo la formazione dei prof”

download

Medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, oltre che ricercatore presso il dipartimento di Scienze Bio-Mediche dell’Università degli Studi di Milano, dove si occupa di prevenzione in età evolutiva, Alberto Pellai è autore di centinaia di pubblicazioni sui temi dell’adolescenza, del benessere familiare e scolastico, della prevenzione di disturbi e abusi. Nel 2004 ha ricevuto la medaglia d’argento al merito della Sanità pubblica da parte del Ministero della Salute per la sua attività. Collabora con diverse testate in cui promuove la cultura sui temi relativi alla fase più delicata della crescita e ha curato e condotto trasmissioni per Radio24.
È autore di molti best-seller per genitori, educatori e ragazzi, tra i quali Tutto troppo prestoGirl R-evolution e, a quattro mani con Barbara TamboriniI papà vengono da Marte, le mamme da Venere e L’età dello tsunami, tutti editi da De Agostini. Il suo ultimo libro, sempre per le edizioni De Agostini, è Il primo bacio, L’educazione sentimentale dei nostri figli adolescenti. Continua a leggere