Voglio morire. Ma davvero. Credo seriamente che il modo migliore per essere vezzeggiati amati e affettati – cioè, per ricevere l’affetto di milioni di persone – al giorno d’oggi sia morire. È una verità dura come il marmo se vogliamo ma è pur sempre una verità. Perché dico questo? Ve lo racconto. Succede talvolta che io abbia dei reflussi di bisogno d’affetto. Per esempio ieri, in stazione. Ero piuttosto sovrappensiero. C’era la vocina metallica che scandiva: “E’ in arrivo sul binario due il treno proveniente da ics e diretto a ipsilon, che fermerà a beta, gamma e delta. Allontanarsi dalla linea gialla all’arrivo del treno”. E io, credetemi, in quel momento ho sentito qualcosa. Sarà stata quella linea gialla, come un segno. Ma non sono proprio riuscita a sopprimere un sorrisetto mefistofelico. Non ho potuto fare a meno di soppesare mentalmente, con fare da intenditore, il musetto del frecciargento. Di azzardare pesi e misure. Fare strani calcoli fisici. [continua…]
È Pasqua – e in fondo, sulla falsariga del figlio di Dio, è tempo un po’ per tutti di risorgere ed ergersi. È Primavera – e si sa, ai primi tepori d’aprile la gente diviene per magia più predisposta al dialogo (amoroso) e agli scambi interculturali (e di coppia). E come se tutto questo non bastasse, c’è pure quella goccia di pioggia sufficiente a ispirare strani processi analogici e catagogici nei più predisposti da mamma Natura. Eh sì, perché sennò non mi spiego come certe cose possano venire in mente. In mentula, anzi. Ecco, l’ho fatto di nuovo. Ho parlato in latino. Lo so che non dovevo. Lo so che non si può. Mea culpa mea culpa mea maxima culpa. Oddio, ancora! E va bene, lo ammetto. Sono scossa. [continua…]
Grazie. Devo ringraziare davvero tante persone, di cuore. Sono pochi giorni che è uscito il libro «C’era una volta un presidente» e già mi hanno dato modo di avere la mia sana dose di sorriso da stregatto, senza la quale non riesco a vivere bene. Senza la quale non so come avrei potuto fare, sarei probabilmente caduta in depressione e mi sarei fratturata qualche sinapsi. O come minimo avrei riportato una lussazione all’emisfero sinistro del cervello. E invece no! Senza neanche bisogno che io invocassi aiuto, si sono prodigati, e tutt’ora si sprecano per la mia salute, per farmi trovare me stessa, per suggerirmi chi sono. Vi pare poco? Provate a dare un’occhiata alla parcella media dello psicologo tipo. Insomma, queste persone io ho proprio il bisogno fisiologico di ringraziarle. Uno specialista non avrebbe potuto fare di meglio. Ad esempio, non mi ero ancora accorta di essere una «baldracca». Ohibò. [continua…]
Come sono contenta come sono felice. Da oggi niente più Padre Pio in giro. Ho una certa prepotente avversione per il tale, sempre a provocarti mezzi infarti emergendo a tradimento con quegli occhioni cerchiati dai taccuini di mezzo mondo; sempre a spuntare quando meno te l’aspetti al posto di un segnalibro cristiano (e passatemi il termine); sempre a ciondolare tra un ambipur e l’altro negli abitacoli delle auto e se io fossi della Motorizzazione Civile revocherei la patente vita natural durante a quelli che vanno in giro con pupazzetti ciondolini rosari e diffusori d’essenze in mucchio, perché voglio proprio vedere come uno può mantenere l’attenzione sulla carreggiata con quelle boccettine sospese sopra la testa come una spada di Damocle. [continua…]
Auguri e (altri) figli maschi – perché di figli il nostro ne conta già ben diciotto – al presidente del Sudafrica Zuma, in occasione del suo quinto matrimonio.
Sostegno (a)morale a lui contro gli strali di femmine, femminucce e femministe che gli rimproverano i suoi numerosi amori legittimi.
Parole di comfort ai politici, politichini, e politi-cisti, che sono rispettabili, loro, e hanno una famiglia. Insomma, i transessuali non se li portano mica all’altare e nemmeno le veline, ça va sans dire. Non sono cose da farsi. Non è ammesso dalla legge. [continua…]
“Verginità e trasgressione: il miracolo di vita, scrittura e ribellione di una ragazza neanche ventenne” – Marcello Veneziani
Un libro vigile vero veloce. Versatile velenoso vivace. Visionario vibrante violento. Un libro vergine.
Prezzo: 9.00 euro
Editore: Vallecchi
ISBN: 978-88-8427-151-8

C’era una volta un presidente. Ius primae noctis. (Vallecchi editore)
C’era una volta… Un re! Diranno subito i miei piccoli (medio-piccoli, pardon) lettori. Anzi, no! Mi interromperanno. Perché lor signori sanno bene che al giorno d’oggi non si può fare iniziare così una storia. Al giorno d’oggi, proprio non va, proprio non si può. Nemmeno una storia d’amore. Nemmeno se la lei in questione ha diciotto anni ed è vergine. E allora? Embè? E allora, queste sono le pagine del diario intimo della signorina, potrete leggerne avventure e disavventure amorose…. [continua…]