Una riflessione (silenziosa) su Tiziana Cantone e sull’overdose di webfollia – pubblicato su Barbadillo.it

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Un minuto di silenzio per la donna che si è uccisa dopo che è stato diffuso il suo video a luci rosse.

Un minuto di silenzio per i compaesani, i colleghi, gli amici, i conoscenti. Quelli che hanno visualizzato, commentato, si sono indignati e hanno insultato.

Un minuto di silenzio per i soloni che prima analizzano e deducono e poi si dispiacciono e piagnucolano inchiostro.

Un minuto di silenzio per chi vive dentro la televisione, il telefono o il computer, per chi si innamora e odia attraverso lo schermo.

Un minuto di silenzio per gli entusiasti della democrazia. Per chi sostiene che siamo liberi e sicuri.

Un minuto di silenzio per questo piccolo mondo senza verità, per la vita senza carne e senza spirito.

Un minuto di silenzio per gli sputasentenze di professione.

Per l’artista a tempo determinato.

Per i distributori di soddisfazioni emotive.

Un minuto di silenzio per la fama e l’opinione, ormai solo questione di marketing.

Per la creatività, che non può molto se non aiutata da qualche miracolo, e per la sensibilità, veicolo inutile di sofferenza.

Un minuto di silenzio per lealtà e generosità, impeto e rabbia, e per tutte le altre abitudini da ingenui.

Un minuto di silenzio per la ribellione, che si acquista in profumeria in flaconi da 75 ml e si toglie prima di andare a dormire.

Un minuto di silenzio per gli uomini e le donne e tutte le loro piccole costruzioni. Per le loro esperienze e i loro momenti, i tabù e le categorie, i calcoli e i condizionamenti, le scuse e le meschinità, e soprattutto per quelle che chiamano emozioni e chissà poi cosa sono.

Un minuto di silenzio per gli inconsapevoli e gli smemorati. Per chi non chiama e non risponde.

Un minuto di silenzio per i divertimenti che non divertono nessuno.

Per le occasioni che arrivano e muoiono.

Per la sensualità e per i sensi – di cui è rimasto quello di colpa.

Per i progetti irrealizzabili e le idee troppo strane.

Un minuto di silenzio per il sesso, che è stato stuprato, sconvolto, dilaniato, artefatto. E per tutto quel silenzio che c’è prima e dopo che si potrebbe chiamare amore.

E silenzio, silenzio, per il nostro tempo, unico e profondo.

Silenzio per tutti quegli enormi istanti che stiamo distruggendo a poco a poco per essere da un’altra parte.

 

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